Alice 的个人资料αℓι¢є є ιℓ ραєѕє ∂єℓℓє м...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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12月12日 ...una stella nel petto...
Tutti quanti hanno una stella nel petto! E il calore che sentiamo significa che la stella sta brillando. Per realizzare i nostri sogni e continuare a proteggere le persone che ci sono care bisogna combattere. Stella che brilli nel mio petto continua a brillare e a donarmi la tua forza!
Sailor Moon
12月10日 ...Carpe Diem...Carpe Diem...quante volte abbiamo sentito queste due parole...e a parte qualcuno che, ignaro (o ignorante) di quello che vuol dire, lo scambia come un piatto a base di pesce, tutti noi ci siamo confrontati, chi più chi meno, con questa filosofia oraziana. Chi mi conosce sa che queste due parole hanno un significato particolare per me. Oltre ad essere il titolo di un mio scritto (opera adolescenziale che nessuno, a parte qualche eletto, leggerà mai) è per me una sorta di motto. Sia chiaro, non mi identifico pienamente nel concetto del "cogli l'attimo", perchè di fronte ai bivi spesso mi sono fermata indecisa sul da farsi. Diciamo che è quello che vorrei riuscire a fare. Vorrei sfruttare tutte le occasioni che mi si presentano oggi, nel presente, senza pensare a quello che potrà succedere domani. Ma non è facile perchè ci sono situazioni che difficilmente permettono questo atteggiamento.
Orazio sosteneva che "all'uomo non è dato di conoscere il futuro, né tanto meno di determinarlo. Solo sul presente l'uomo può intervenire e solo sul presente, quindi, deve concentrarsi il suo agire, che, in ogni sua manifestazione, deve sempre cercare di cogliere le occasioni, le opportunità, le gioie che si presentano oggi, senza alcun condizionamento derivante da ipotetiche speranze o ansiosi timori per il futuro" (fonte: Wikipedia). E proprio in questi giorni mi si pone ancora una volta questo bivio...agire, cogliere l'attimo o lasciar perdere ed evitare problemi nel futuro. Voglio dirvi che quello a cui mi riferisco non è nulla di vitale importanza...è solo un qualcosa che vorrei fare, ma della quale ho paura...perchè potrei fare una figuraccia se dovesse andare male. Ma se andasse bene...beh, chi lo sa!
Comunque, pensandoci bene, in passato ogni volta che ho colto l'attimo, che ho ascoltato quella vocina che mi diceva "Carpe Diem" non me ne sono mai pentita. Qualcuno dei miei più cari amici (vero CLO!!!) ricorderà quella volta, al campo estivo, a 15 anni quando l'ultimo giorno di permanenza ho avuto il coraggio di espormi con un ragazzo che mi piaceva...beh, lui non l'ho più rivisto...troppo distante da casa...ma ci ho guadagnato una bella foto di noi due e un abbraccio di addio..mica male! Eh eh...
E voi...che mi dite? Cosa ne pensate di queste due parole? Qual'è stata quella volta che le avete seguite? E l'esito qual'è stato? Felicità o rimorso?
Ok...dopo questo mio sfogo investigativo (tutte queste domande tolgono il fiato, mi rendo conto...ma colgo l'attimo per farvele tutte insieme...eh eh!) vi saluto...un bacio e...
Carpe Diem
12月5日 ...sono tornata...CIAO A TUTTI...SONO TORNATA...Gli ultimi mesi sono stati abbastanza impegnativi...lo studio, il lavoro (come commessa alla Toys, negozio di giocattoli...finisco il 13 dicembre) e i pensieri mi hanno tenuta la mente occupata, tanto che avevo perso la voglia e il tempo di aggiornare il blog...l'ho un po' abbandonato, lo so e questo mi dispiace...ma l'importante è che io sia qui giusto??!!!
Ah...è arrivato finalmente dicembre...i mesi dell'anno che più odio (ottobre e novembre) sono passati e fra poco è Natale...feste in famiglia e con gli amici, giornate sugli sci e poi l'ultimo dell'anno in montagna...giorni di svago prima del periodo esami (aiuto!!!).
Beh, non voglio tenerla tanto lunga, anche perchè alla maggior parte di voi non interesserà per nulla quello che ho fatto e quello che farò...sono qui perchè stasera con degli amici si è parlato dell'OTTIMISMO. Parlando con loro mi sono accorta di essere, in fondo, una persona abbastanza ottimista...non che non lo sapessi, ma confrontandomi con loro ne ho avuto la conferma. E questo mi ha fatto piacere. Insomma, rendersi conto di essere una persona positiva a confronto di altri è stata una bella cosa.
Stasera si parlava della vita, che, come diceva Gianni Morandi in una vecchia canzone, è come la marea...ti porta in secca o in alto mare...alterna momenti positivi a momenti negativi...e questo lo sappiamo tutti. Quando viviamo qualcosa di bello, sappiamo che prima o poi qualcosa cambierà...perchè "all good things must come to an end"...però io, a differenza di altri, sostengo che i momenti positivi vanno vissuti appieno, senza pensare a quello che di negativo potrà arrivare...altrimenti il momento bello non lo si vive per davvero...e nel futuro ci saranno solo rimpianti. Inoltre, anche se è difficile crederlo, io penso che le cose negative, i dolori e i momenti difficili accadano cmq per un motivo...insomma, che ogni cosa, bella o brutta, succeda per farci crescere e maturare. E poi se non ci fossero i momenti brutti non ci sarebbero neppure quelli belli, o no??!!
Insomma, alla domanda: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto io rispondo...MEZZO PIENO, sempre e comunque!!! E voi????
Fatemi sapere...un bacio a tutti!!!!
10月18日 ...una frase per Me...
Niente può far tornare le cose com'erano, ma quello che è successo può farti crescere e quando poi ci rifletti, qualunque cosa ti abbia fatto soffrire, ti ha solo reso più profondo e interessante. Dawson’s Creek
10月13日 ...amare è lasciar liberi di fare...
Vorrei scrivere per te qualcosa che... che ti dica beh.. sto pensando a te e tu dove sei se non sei con me l'amore che cos'è.. è pensare a te e vieni a casa mia quando vuoi dormirai con me solo se vorrai.. Non ti voglio fermare io ti lascerò andare c'è sempre una partenza, stai con me o stai senza perchè credo che amare sia lasciar liberi di fare.. stai con me o senza me stai con me o senza me.. Vorrei vivere con te anche solo un giorno dai mi basterebbe sai che meraviglia sei per uno come me che scappa sempre da ogni storia che lega le caviglie.. Non ti voglio fermare io ti lascerò andare c'è sempre una partenza, stai con me o stai senza perchè credo che amare sia lasciar liberi di fare.. stai con me o senza me stai con me o senza me..
9月15日 "Perchè la vita non muore"...Oriana Fallaci
Le fa paura la morte?
...La paura della morte. Io no, non ce l’ho. La conosco troppo bene. La conosco fin da bambina, quando correvo sotto le bombe della Seconda Guerra Mondiale e scavalcavo i corpi della gente che non aveva corso abbastanza. La conosco perché l’ho frequentata molto, ahimè. In troppi luoghi e in troppe maniere. Al Messico, per esempio mi trovai dentro la strage di Plaza Tlatelolco, e bucata dalle pallottole finii tra i cadaveri della morgue. In Vietnam, in Cambogia, in Bangladesh, in Giordania, in Libano, quando facevo il corrispondente di guerra o mi trovavo sempre in qualche combattimento o in altre situazioni terrorizzanti….Voglio dire: a forza di frequentarla, guardarla in faccia, sentirmela attorno e addosso, con lei ho maturato una strana dimestichezza. Così l’idea di morire non mi fa paura.
Sul serio?
Sul serio. Non dico bugie. Sono troppo orgogliosa per dire bugie…Glielo confesso con serenità: al posto della paura io sento una specie di malinconia, una specie di dispiacere che offusca perfino il mio senso dell’umorismo. Mi dispiace morire, sì. E non dimentico mai ciò che Anna Magnani mi disse tanti anni fa. “Oriana mia! Non è giusto morire, visto che siamo nati!”. Non dimentico nemmeno che quella ingiustizia è toccata a miliardi e miliardi di esseri umani prima che a me, che toccherà a miliardi e miliardi di esseri umani dopo di me. Però mi dispiace lo stesso. Amo troppo la Vita, mi spiego? Sono troppo convinta che la Vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere il regalo dei regali. Anche se si tratta d’un regalo molto difficile, molto faticoso. A volte doloroso. E con la stessa passione odio la Morte. La odio più d’una persona da odiare, e verso chi ne ha il culto provo un profondo disprezzo….Il fatto è che pur conoscendola bene, la Morte io non la capisco. Capisco soltanto che fa parte della Vita e che senza lo spreco che chiamo Morte non ci sarebbe la Vita.
Oriana Fallaci Da qualche parte in Toscana, luglio 2004
Testo tratto dal libro “Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci”
Sono giorni che penso a questo intervento, che penso a come ricordare Oriana Fallaci a un anno dalla sua scomparsa. Gli affezionati del mio blog sanno che spesso ho citato Oriana nei miei post e questo non solo perché era ed è la mia scrittrice preferita, ma perché credo che sia stata una delle figure fondamentali del panorama giornalistico e culturale del XX secolo. Francesco Rutelli, qualche giorno fa ha dichiarato “poche personalità della cultura, della letteratura, del giornalismo sono state globali come Oriana Fallaci” e io sono d’accordo con lui.
I suoi libri sono un esempio eccelso di come si fa il mestiere del giornalista. Sempre in prima linea, Oriana Fallaci ha vissuto tutte le tappe importanti del XX secolo, dalla II Guerra Mondiale, dove, pur essendo molto giovane, svolse un ruolo importante come partigiana, alla guerra del Vietnam, passando per il primo sbarco sulla luna, nel lontano ’69. E poi le rivolte studentesche, come quella di Città del Messico dove rischiò perfino la vita, i cortei per la rivendicazione dei diritti delle donne, arrivando fino agli anni più recenti, segnati dalla strage dell’11 settembre. E’ proprio da quel giorno di sei anni fa che inizia la sua battaglia contro il fondamentalismo islamico, battaglia che la porta sulle prime pagine dei giornali per i suoi libri d’attacco e di polemica contro una cultura occidentale che, dal suo punto di vista, non rispetta le proprie radici e si sta sempre più “arabizzando”.
Non voglio, in questo post, entrare nel merito di questa questione che tanto ha fatto discutere negli ultimi anni, ma voglio ricordare che Oriana Fallacci non è stata solo questo. Molte persone a me vicine l’hanno conosciuta solo attraverso i suoi ultimi libri. Chi è d’accordo con lei la osanna, chi non lo è la disprezza. Ma Oriana non è solo la scrittrice che, malata di cancro, scrive dal suo appartamento di Manhattan pagine e pagine contro i “i kamikaze e i tagliatori di teste” come li chiama lei. Oriana non è solo questo. E’ stata una grande giornalista e libri come “Un Uomo” o “Niente e così sia” lo dimostrano. Dai suoi testi si può imparare la storia, da una che la storia l’ha vissuta in prima persona, sulla propria pelle; da una che non ha mai avuto paura di andare contro corrente. Io la ammiro per questo, perché non ha avuto paura di dire la sua, sempre e comunque. Ha avuto sempre il coraggio di essere se stessa anche se questo le è costato tanto. E io credo che il suo sia l’esempio del Giornalismo con la g maiuscola. Un giornalismo non influenzato e rovinato dalla politica, un giornalismo né rosso né nero, un giornalismo coraggioso. Per me Oriana è stata un modello, e lo sarà sempre. Credo che non ci sarà più nessuno come lei, e ogni volta che leggo qualcosa di suo ne sono sempre più convinta.
Qualche anno fa Enrico Mentana ha realizzato un servizio su di lei, dove si racconta tutta la sua vita attraverso la sua stessa voce e i suoi libri. Conservo la cassetta con la registrazione e ogni tanto la riguardo, perché è fantastico sentire brani intensi come i suoi letti dalla scrittrice stessa, da quella voce ormai consunta dalla malattia, ma ancora forte e coraggiosa come un tempo. In questo video però ci sono tante cose che mi fanno arrabbiare, a partire dagli squallidi spettacolini organizzati da Dario Fo e consorte per inneggiare all’odio contro Oriana, per arrivare alle altrettanto squallide scenette di una Sabina Guzzanti che imitando la scrittrice prende in giro il suo male e la deride dicendo “Come potete sapere quanto sia difficile vivere in un appartamento al quinto piano di un grattacielo di Manhattan”. Io, alla signora Guzzanti, risponderei (e lo faccio ad alta voce ogni volta che rivedo il video) “Ma tu, che fai tanto l’intellettuale, la conosci la vita di Oriana? Sai tutto quello che ha fatto? A più di settant’anni, con un cancro, dopo tutto quello che ha fatto e ha dato al giornalismo italiano e non, avrà pure il sacrosanto diritto di starsene in un appartamento a New York, o no? Quindi stai zitta e togliti quel sorriso dalla faccia, che è meglio” (scusate lo sfogo…e sappiate che sono stata anche troppo carina!!!).
Comunque per farla breve, a un anno dalla morte della grande Oriana Fallaci la voglio ricordare con un altro dei suoi brani che ho amato, e voglio invitare tutti voi a leggere i suoi libri, a conoscerla. E per chi abbia letto i suoi libri, fatemi sapere cosa ne pensate. Anche se la odiate. Credo che non sia possibile essere indifferenti a Oriana, o la si ama o la si odia. E qui c’è spazio per i commenti di tutti.
Per finire: a Milano, fino al 18 novembre è stata allestita una mostra in suo onore…io ci andrò sicuramente (anche se non so ancora con chi…chi si offre volontario???), non posso di certo perdere questa occasione.
FOTOSTORIA DI ORIANA FALLACI: clicca qui
Le avevo detto va bene, era corsa a prendere il pigiama e il suo libro dal titolo “La vita delle piante”, poi m’era venuta accanto nel letto: minuscola, indifesa, contenta. Fra qualche mese avrebbe compiuto i cinque anni. Tenendola stretta m’ero messa a leggerle il libro, d’un tratto m’aveva puntato gli occhi negli occhi e posto quella domanda.
“La vita, cos’è?”
Io coi bambini non sono brava. Non so adeguarmi al loro linguaggio, alla loro curiosità. Le avevo dato una risposta sciocca, lasciandola insoddisfatta.
“La vita è il tempo che passa fra il momento in cui si nasce e il momento in cui si muore”
“E basta?”.
“Ma sì, Elisabetta. Basta”
“E la morte, cos’è?”
“La morte è quando di finisce e non ci siamo più.”
“Come quando viene l’inverno e un albero si secca?”
“Più o meno”
“Però un albero non finisce, no? Viene la primavera e allora lui rinasce, no?”
“Per gli uomini non è così, Elisabetta. Quando un uomo muore, è per sempre. E non rinasce più”.
…
(Saigon) Corsi alla finestra, il cielo all’orizzonte era rosso e riconobbi la guerra in cui avevo troppo presto imparato che non si rinasce più a primavera. E pensai che in quel momento, nel resto del mondo, la polemica infuriava sui trapianti del cuore: la gente, nel resto del mondo, si chiedeva se fosse lecito togliere il cuore a un malato cui restano dieci minuti di respiro per darlo a un altro malato cui restano dieci minuti di vita, qui invece nessuno si chiedeva se fosse lecito togliere l’intera esistenza a un intero popolo di creature giovani, sane, col cuore a posto. E l’ira mi avvolse penetrandomi sotto la pelle, bucandomi fino al cervello, e promisi di scrivere questo diario per te, Elisabetta. Tu che non sai perché rido così forte quando rido, e piango così fitto quando piango, e mi accontento di così poco quando mi accontento, ed esigo tanto quando esigo. Tu che non sai come la vita sia molto più del tempo che passa fra il momento in cui si nasce e il momento in cui si muore, su questo pianeta dove gli uomini fanno miracoli per salvare un moribondo e le creature sane le ammazzano a cento, mille, un milione per volta.
Testo tratto dal libro “Niente e così sia”, diario di un anno in Vietnam, uno degli otto anni che Oriana consacrò a quella guerra.
Grazie Oriana!!! 9月11日 ...per non dimenticare...Nel sesto anniversario della strage dell'11 settembre posto un video che ricorda quel terribile giorno. Il brano, "God Bless America", è una vecchia canzone che veniva cantata anche durante il Vietnam, una sorta di secondo inno. E cantata dalla meravigliosa voce di Celine Dion credo meriti di essere ascoltata.
Il ricordo di quella giornata resterà indelebile in me...ricordo quello che stavo facendo prima di ricevere la notizia. Pensate che i televisori erano tutti spenti a casa mia, e sono stata avvisata da una mia amica finlandese via sms. All'inizio sembrava un incidente, poi purtroppo la realtà si è rivelata ben differente.
Con questo mio intervento voglio mandare un pensiero e un abbraccio a tutte le vittime di quella strage e di quelle che l'hanno seguita (Madrid, Londra,....la lista è troppo lunga purtroppo).
9月6日 venezia 64
Lo so…un mese è lungo…e mi dispiace un sacco di aver abbandonato questo mio blog per più di trenta giorni, ma ho avuto tante cose da fare…ora però sono tornata, spero con vostro piacere…e sono qui per raccontarvi la fantastica avventura vissuta lo scorso week-end. Organizzata in pochi giorni con alcuni amici conosciuti durante l’esperienza di Schermi d’Amore (ricordate??) la nostra trasferta a Venezia inizia verso le otto di sabato mattina con la partenza dalla stazione di Verona…Destinazione: la 64esima edizione del festival del cinema!!! L’emozione e l’entusiasmo sono visibili sui nostri volti, anche perché non sappiamo davvero cosa accadrà nei prossimi due giorni.. Sprovviste di un posto dove dormire la notte ci incontriamo verso mezzogiorno con Giacomo (il nostro guru…che se ne sta a Venezia per tutta la durata del festival). Il viaggio è stato articolato (treno, vaporetto, bus) però ce l’abbiamo fatta.
Arriva subito la prima brutta notizia: la proiezione a cui volevamo assistere, ovvero “Blade Runner. The final cut” ha già raggiunto il tutto esaurito. Che sfortuna! Anche se dovevamo aspettarcelo, visto che ci saranno regista e cast in sala. Ripieghiamo quindi su un film coreano, dal titolo impronunciabile “Geomen Tangy Sonyed Oi” (with the girl of black soil) che piace un po’ a tutti, anche se, per chi non conosce il cinema coreano, può risultare un po’ lento. La protagonista, un bimba di circa nove/dieci anni è fantastica…è presente pure lei al festival. Davvero molto brava!
Il resto della giornata la passiamo tra i banchetti di libri e dvd, (dove compro un interessante libro su Kubrick, uno dei miei registi preferiti) e soprattutto tra la gente presente al festival. E’ davvero tanta…cinefili, turisti e…vip. Eh sì, perché a Venezia molti di loro camminano tranquillamente tra le persone comuni…e quindi ti può capitare (come è capitato a noi) di passeggiare a fianco di Spike Lee, Pierfrancesco Favino, il Mago Forrest (…eh eh… ).
Arriva la serata e grazie a delle nostre conoscenze, ovvero parte della redazione di Close-up (rivista cinematografica) riusciamo ad entrare a una festa organizzata in onore di Valerio Mastandrea. La discoteca è molto bella…e dopo pochi minuti si cominciano a scorgere delle facce conosciute. Prima un’attrice di “Notte prima degli esami” (ricordate la principessa Leila??) mi passa davanti con un cocktail in mano, poi lo stesso Mastandrea ci chiede se abbiamo del limone da tirare sulla folla (diciamo che il livello di alcol presente nel suo corpo era già abbastanza elevato…eh eh). Ad un certo punto Giacomo, rivolgendosi a noi ragazze, ci dice che accanto lui, al bar, c’era Elio Germano. Apprezzando molto l’attore italiano di “Mio fratello è figlio unico” e “Che ne sarà di noi” io e le altre ci alziamo dal divanetto sperando di incontrarlo, e dopo pochi minuti eccolo lì…Gli chiediamo di fare una foto con noi e lui si dimostra molto disponibile, anche perché pure lui non era del tutto sobrio (anzi!!). Nella foga ci invita pure a ballare... questi vip si sanno proprio divertire!!!
La nottata in discoteca finisce alle cinque e mezza circa, dormiamo due ore per terra (stile barbone) nello stand della radio universitaria prestatoci da altri amici, che si trova proprio al centro della cosiddetta “città del cinema” e la mattina, purtroppo, ripartiamo per tornare a casa, dopo aver salutato il nostro guru Giacomo. E’ stata un’esperienza fantastica…peccato non aver potuto vedere altri film…ma ci rifaremo di sicuro l’anno prossimo. Per la prossima edizione abbiamo intenzione di organizzarci meglio e goderci il festival dall’inizio alla fine!
Vi lascio la foto fatta con Elio Germano(non guardate la mia faccia...da paura!!!)…le altre le trovate nella sezione foto ( ne saranno aggiunte altre in seguito) Un bacio a tutti Alla prossima!!! 8月4日 ...semplicemente Audrey..."Io vado pazza per Tiffany... specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie."
Holly: “Non permetterò a nessuno di mettermi in gabbia.”
Paul: “Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.”
7月30日 ...ciao Ingmar...Se qualcuno di voi ha dato un'occhiata alle foto che ho inserito nel blog avrà notato di sicuro che una delle mie grandi passioni è il Cinema. Adoro il cinema, quello buono s'intende, è una passione fortissima che mi ha dato e continua a darmi tanto...e come emblema di questo amore ho scelto, ancora qualche mese fa, una scena tratta da "Il settimo sigillo", un film che ha fatto la storia del cinema, una delle tante meravigliose creature di Ingmar Bergman, che oggi il mondo intero saluta con affetto. Infatti questa mattina, all'età di 89 anni, il grande Ingmar ci ha lasciati e per chi, come me, ha amato e conosciuto il suo cinema, è una grande perdita.
Qualche ora fa, quando ho appreso la notizia, ho provato tanta tristezza e poi ho cominciato a ripensare alle emozioni provate nel guardare i suoi film. Il primo approccio al cinema di Bergman è stato qualche anno fa, alle superiori, quando il professore di storia ci ha proposto la visione di uno dei suoi più grandi film, "Il settimo sigillo" appunto. Poi, siccome il destino riserva sempre delle belle sorprese, durante il secondo anno di università (semestre invernale 2006-2007) mi ritrovo a frequentare il corso di Storia e Critica del Cinema che, solo per quest'anno, propone una monografia su Ingmar Bergman. E' qui che, grazie anche alla bravura e alla passione del professor Alberto Scandola, ho scoperto uno dei più grandi registi della storia del cinema. Ho avuto modo di vedere decine di suoi film, di amare il suo modo di stare dietro la macchina da presa, il suo modo di indagare nel profondo dei personaggi, i quali non rimangono delle semplici figure, ma ti lasciano, ognuno alla sua maniera, un qualcosa dentro. E' indescrivibile l'emozione che ho provato quando nel film "Monica e il desiderio", Hariett Andersson, all'improvviso, infrange le "regole" del cinema e guarda in macchina, fissa negli occhi dello spettatore, trasmettendogli i sentimenti di angoscia e di disperazione che ha dentro il personaggio di Monica. E' difficilissimo da spiegare perchè anch'io, quando il professore descriveva la scena a parole, pensavo non mi avrebbe fatto questo effetto. E invece mi sono emozionata.
Il cinema di Bergman inoltre ti fa entrare in un mondo che assomiglia tanto ad una grande famiglia. Gli attori infatti sono quasi sempre gli stessi, o comunque ci sono molte costanti, come Max von Sydow, Bibi Andersson, Gunnar Bjornstrand, Hariett Andersson e molti altri, quindi ogni volta che guardi un film puoi ritrovare uno di loro, fare i confronti con le precendenti interpretazioni. Il cast dei film di Bergman è un cast di qualità, sono tutti attori bravissimi e duttili, adatti a ruoli diversi. Nei suoi film ha spaziato attraverso varie tematiche, a 360°, proprio nello stesso modo in cui ha vissuto. Cinque matrimoni, nove figli...la sua non è stata di certo una vita piatta. E tutto quello che ha fatto, tutte le sue esperienze, gli sono servite per realizzare le sue opere. In ogni film di Bergman troviamo, più o meno nascosto, qualcosa che riguarda la sua vita, il suo passato, la sua famiglia.
Oggi quindi è un giorno triste per ogni amante di Bergman, perchè ci lascia uno dei più grandi registi del '900. Ma non c'è da preoccuparsi, perchè la sua arte continuerà a vivere anche dopo di lui, i suoi film continueranno ad essere visti ed amati...io posso solo salutarlo e ringraziarlo per tutto quello che mi ha dato, suggerendo a chiunque passi di qui: guardate i suoi film, studiate il suo cinema, amatelo...come regista e come uomo.
p.s.: aggiungo qui l'indirizzo internet di uno dei più completi e aggiornati siti riguardanti il cinema di Bergman...dategli un'occhiata: Bergmanorama.
7月25日 ...l'albero degli amici...
7月21日 ...ti voglio bene...
...children...
7月16日 ...nulla è peggiore del nulla...
A chi non teme il dubbio a chi si chiede i perché senza stancarsi e a costo di soffrire di morire A chi si pone il dilemma di dare la vita o negarla questo libro è dedicato da una donna per tutte le donne
Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza:sì, c'eri. Esistevi. È stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E precipitare in un pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante. Ora eccomi qua, chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerca di capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri. Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. È paura di te, del caso che ti ha strappato al nulla, per agganciarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato. Mi sono sempre posta l'atroce domanda: e se nascere non ti piacesse? E se un giorno tu me lo rimproverassi gridando "Chi ti ha chiesto di mettermi al mondo, perché mi ci hai messo, perché?".
La vita è una tale fatica, bambino. È una guerra che si ripete ogni giorno, e i suoi momenti di gioia sono parentesi brevi che si pagano un prezzo crudele. Come faccio a sapere che non sarebbe giusto buttarti via come faccio a intuire che non vuoi essere restituito al silenzio? Non puoi mica parlarmi. La tua goccia di vita è soltanto un nodo di cellule appena iniziate. Forse non è nemmeno vita ma possibilità di vita. Eppure darei tanto perché tu potessi aiutarmi con un cenno, un indizio. La mia mamma sostiene che gliel'ho detto, che per questo mi mise al mondo. La mia mamma, vedi, non mi voleva. Ero incominciata per sbaglio, in un attimo di altrui distrazione. E perché non nascessi ogni sera scioglieva nell'acqua una medicina. Poi la beveva, piangendo. La bevve fino alla sera in cui mi mossi, dentro al suo ventre, e le tirai un calcio per dirle di non buttarmi via. Lei stava portando il bicchiere alle labbra. Subito lo allontanò e ne rovesciò il contenuto per terra. Qualche mese dopo mi rotolavo vittoriosa nel sole, e se ciò sia stato bene o male non so. Quando sono felice penso che sia stato bene, quando sono infelice, penso che sia stato male. Però, anche quando sono infelice, penso che mi dispiacerebbe non essere nata perché nulla è peggiore del nulla.
Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato
Ciao a tutti...ho deciso di postare questo brano tratto da uno dei miei libri preferiti perchè quest'anno, in più di un'occasione, ho avuto modo di confrontarmi su un tema molto importante e molto attuale quale l'aborto. Non voglio dilungarmi molto perchè le parole di Oriana, ancora una volta, sono complete ed esaustive. Ma aprendo una discussione con voi riguardo questo argomento è giusto che mi esprima anch'io...io sono contraria all'aborto. Dal mio punto di vista è una negazione della vita che non spetta a noi mettere in atto. Chi è responsabile della nascita di una nuova vita deve prendersi le responsabilità dei propri atti fino in fondo, senza far pagare a qualcun altro i propri errori e le proprie disattenzioni. E credo che, a differenza di quello che molte persone pensano, non sia una questione religiosa, ma morale. Ognuno di noi, anche chi è privo di fede, ha una propria morale ed è quella che secondo me gioca il ruolo centrale in discussioni come queste. La vita non va rispettata solo da chi crede che sia un dono di Dio, ma secondo me va rispettata da ogni persona...perchè la vita è vita. Con queste parole non voglio però imporre la mia opinione a nessuno, anzi mi piacerebbe leggere molti commenti anche contrari al mio pensiero, perchè solo attraverso il dialogo e la discussione si può crescere. Un bacio a tutti e scusate se non ho aggiornato il blog in questi ultimi 10 giorni...ma ho avuto molto da fare. 7月6日 ...una poesia e un cuore che batte...
La pioggia nel pineto Taci. Su le soglie E piove su i nostri volti
Eccomi qui…in questo pomeriggio di sole a scrivere di nuovo su questo blog. E’ iniziato luglio, e con lui anche il lavoro. Devo dire che mi sono affezionata in fretta a tutti quei bambini che la mattina ci fanno diventare matte, ma ci fanno anche divertire. Il lavoro mi piace e sono contenta di aver intrapreso questa nuova avventura. Adoro fare esperienze nuove, e se sono positive tanto meglio! In queste ore di dolce far niente (visto che questa mattina ho dato il penultimo esame della sessione), ho riletto la bellissima poesia di Gabriele D’Annunzio “La pioggia nel pineto”. E’ la poesia che più amo in assoluto, perché ogni volta che la leggo posso sentire sulla mia stessa pelle la pioggia e l’umidità descritte dall’autore, posso udire i battiti del cuore dei due innamorati, o forse quel battito è il mio, che aumenta nel leggere queste bellissime parole.
Io non sono un’appassionata di poesia, preferisco leggere i libri, perché sono più chiari, meno enigmatici. Però mi capita a volte di restare colpita da alcuni poeti, e D'Annunzio è uno di questi. Amo le sue poesie, il suo modo di scrivere, la sua capacità di trasmettermi forti emozioni attraverso la sua penna. E voi, quali sono i poeti e le poesie che preferite? Mi piacerebbe che ognuno di voi aggiungesse nel commento la propria poesia preferita…se vi va! Un bacio grosso a tutti 7月3日 ...favola...
6月28日 ...il destino...
Destino e carattere sono due nomi di un medesimo concetto
Ciao a tutti...la frase di Hermann Hesse introduce un po' i pensieri che mi passano per la mente in questo pomeriggio di fine giugno...e che riguardano il destino. Molte persone ci credono fermamente, altre invece lo considerano solo un'invenzione umana. Io, come Hesse, penso che il nostro destino sia nelle mani di ognuno di noi, che con le proprie azioni ha il potere di cambiare o meno le cose. Penso o pensavo? Non ne sono più tanto sicura, perchè in questi giorni mi sono accorta di quanto sia strana la vita, e di come le cose accadano in certe circostanze piuttosto che in altre, come per uno scherzo del destino appunto. E così arrivano le domande, che iniziano tutte con una parola: SE. E se quel sabato sera non fossi passata al bar? E se quella mattina non ti avessi guardato? E se quel venerdì sera di tre mesi fa Andrea non mi avesse parlato di te? E se quel giovedì fossi arrivata in palestra in ritardo? E se tu un anno fa non avessi guardato quel cellulare che ti ha liberato il cuore?...Tu dici che se due persone devono stare insieme, prima o poi si incontrano e questo è quello che è successo a noi...in questi tre mesi tanti erano gli ostacoli tra di noi...il tuo lavoro, il mio cuore che non si è accorto subito di te...ma ora siamo qui, insieme. E' stato il destino a fare questo, o siamo stati noi con le nostre azioni? La risposta non ce l'ho, anche se sono sicura che dietro tutto questo c'è lo zampino di qualcuno, molto più forte e influente di noi. Resta comunque il fatto che la vita a volte è strana...e la mia questa volta ripropone un numero che spero sia di buon auspicio...16, il numero della mia data di nascita...il numero che sette anni fa (in ottobre) ha segnato il mio primo incontro con una persona diventata di fondamentale importanza nella mia vita...un amico davvero speciale (!!!)...e ora, dopo sette anni il 16 ritorna e fa battere il mio cuore forte...questa volta è in giugno...spero sia un segno positivo...del destino appunto! Mi auguro di non aver creato confusione in questo post...non ho trovato una risposta alle mie domande, ma forse voi potete aiutarmi...che ne pensate?? Fatemi sapere...un bacio a tutti!!!! 6月24日 ...mi piace come sei...
6月20日 ...parlami d'estate...Ciao a tutti…domani oltre ad essere il giorno del mio esame di comunicazione interculturale (per il quale non ho studiato molto…uff!!) è il primo giorno d’estate…la mia stagione preferita! E l’estate 2007 parte proprio con il piede giusto. Molte infatti sono le cose che mi fanno sorridere in queste giornate di metà giugno…prima fra tutte il fatto che c’è una nuova persona nel mio cuore…e la cosa bella è che anch’io sono nel suo…è iniziato tutto da così poco che mi fa strano perfino parlarne…ma sono contenta! Inoltre oggi sono arrivate altre due belle notizie: sono stata selezionata per partecipare all’organizzazione del Prix Italia, un premio internazionale per le trasmissioni radio-televisive realizzato dalla Rai che quest’anno si svolgerà a Verona l’ultima settimana di settembre. Non so ancora quale sarà il mio ruolo…potrei lavorare nelle redazioni, nelle giurie, come addetta all’accoglienza...ma l’importante ovviamente è aver passato la selezione. Sono molto emozionata, ma sicura che sarà una bella esperienza, proprio come quella di Schermi d’Amore. La seconda notizia clamorosa della giornata è che il cortometraggio, realizzato con alcuni amici conosciuti appunto durante la mia esperienza di giurata a Schermi d’Amore e presentato qualche settimana fa al Lessinia Film Festival, è stato selezionato. Insomma ragazzi, saremo presentati al festivla…insieme a un sacco di altri film…ancora non ci credo! Siamo stati grandiosi! Il Festival avrà luogo in Agosto…non vedo l’ora!! E poi sono tanti altri i progetti per quest’estate: tre giorni in tenda con i miei amici al mare (sono mesi che stiamo progettando quel benedetto week-end), l’attività del centro estivo per i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie, il concerto di Simone Cristicchi con Cristina e Rossella (vi ricordate quelle due ragazze conosciute alla Fnac qualche mese fa!?), le giornate al lago, le serate insieme agli amici, la musica. Sì, la musica…quella dell’estate è quella che più rimane impressa nei miei ricordi…e ogni anno, a Settembre, riascoltando le canzoni compagne dei mesi estivi penso “Non ci saranno più canzoni così belle”…ma poi, per fortuna, l’anno dopo, a giugno ne arrivano altre di nuove. “Parlami d’amore” dei Negramaro è, per ora, in testa alla mia classifica…e ha preso il posto de “Il mondo nuovo” di Neffa, regina dell’estate 2006. Insomma….questo è quello che mi aspetto dall’estate…e come avrete potuto notare manca qualcosa all’appello…gli Esami…si, perché in questi giorni ho talmente tante cose in testa che non riesco proprio a studiare…ma le cose belle sono così rare che bisogna prenderle quando arrivano… Ora vi saluto, augurando a tutti una buona estate...ragazzi: divertitevi, divertitevi, divertitevi!!!! E magari fatemi sapere quali sono i vostri progetti!!! Un bacio Ali In bilico
6月12日 ...un vecchio amico...fedele dal '94!!In questi giorni, non so bene il motivo, ho tirato fuori dal cassetto il mio vecchio diario…è dal ‘94 che lo tengo. Fino al ’98 però gli interventi erano molto sporadici, poi dall’età di 12 anni ho cominciato ad avere con lui un rapporto più frequente, settimanale se non proprio quotidiano. Ora sono due anni che l’ho un po’ abbandonato, anche se periodicamente lo aggiorno…scrivere sulle sue pagine mi serve come valvola di sfogo, un po’ come quando scrivo su questo blog. E poi è molto bello rileggere il passato, confrontarsi con lui, rivivere vecchi ricordi ormai sbiaditi. E ovviamente i ricordi più belli sono quelli che escono dalle pagine dei miei 15 anni…come sono cambiata da allora…in sei anni quasi non mi riconosco più. Ero così immatura, così sognatrice. Devo dire che l’adolescenza è stato un bel periodo per me, pieno di problemi e di casini, che però mi hanno aiutato a crescere e a diventare quella che sono oggi. Ma quel periodo è stato anche ricco di emozioni…le prime cotte, i primi baci. Voglio postare una canzone simbolo dei miei 15 anni, la “nostra canzone”…mia e del mio primo ragazzo...quello con cui ho scoperto quanto sia bello guardare un film abbracciati al cinema o ricevere un sms della buonanotte. Quello con cui per anni non ho più avuto molti contatti e che ora il destino mi ha fatto rincontrare. Quello che da due anni ormai è mio compagno di università e mio amico. A rileggere il diaro non ci avrei scommesso che le cose sarebbero andate così. Ma ti ringrazio e siccome so che ogni tanto passi da queste parti, mi rivolgo direttamente a te… Shape of my heart – Backstreet Boys Baby, please try to forgive me Stay here don't put out the glowHold me now don't botherIf every minute it makes me weakerYou can save me from the man that I've becomeOh yeah Looking back on the things I've doneI was trying to be someonePlayed my part, kept you in the darkNow let me show you the shape of my heart Sadness is beautifulLoneliness is tragicalSo help me I can't win this warOh noTouch me now don't botherIf every second it makes me weakerYou can save me from the man I've become Looking back on the things I've doneI was trying to be someonePlayed my part, kept you in the darkNow let me show you the shape of my heartI'm here with my confessionGot nothing to hide no moreI don't know where to startBut to show you the shape of my heartI'm looking back on things I've doneI never wanna play the same old partKeep you in the darkNow let me show you the shape of my heart Looking back on the things I've doneI was trying to be someone (trying to be someone)Played my part, kept you in the darkNow let me show you the shape of my heart (Now let me show you the true shape of my heart)Looking back on the things I've doneI was trying to be someonePlayed my part, kept you in the darkNow let me show you the shape of my heartShow you the shape of my heart
Sigh…quanto è bella questa canzone…comunque, non so se qualcuno troverà qualcosa da commentare a questo mio intervento…ho solo voluto condividere con voi qualche ricordo, come faccio spesso. Questa volta però senza nostalgia. Un bacio a tutti, Ali
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